Per prima cosa verifichiamo la continuità della classe di funzioni . La funzione è continua se e solo se
e questo deve valere per ogni punti del dominio. Pertanto quello che dobbiamo dimostrare è che per ogni e per ogni vale che
e questo sappiamo essere vero in quanto qualunque sia esisterà un intorno destro e un intorno sinistro di tutto dello stesso segno, pertanto la funzione valore assoluto si può togliere e la funzione identità è una funzione continua. Vediamo ora di stabilire la non derivabilità nel punto (lo facciamo usando un ragionamento che non ricorre alla definizione di limite del rapporto incrementale). Il valore assoluto è una funzione definita a tratti, infatti se mentre se , pertanto la funzione è derivabile in ogni punto diverso da prechè le funzioni e lo sono. Vediamo cosa succede nel punto . Anche la funzione è una funzione definita a tratti, infatti se e se pertanto la derivata destra e la derivata sinistra nel punto non coincidono e quindi la funzione non è derivabile in quel punto. La situazione che stiamo studiando è rappresentata da questo grafico
quindi quello che ci conviene fare è calcolare l’angolo formato dalle due rette, il quale dipende dalla pendenza delle due rette, che sarà l’angolo da utilizzare nella formula del settore circolare e della lunghezza dell’arco di circonferenza. Chiamato tale angolo, che tra l’altro sappiamo essere , e possiamo scrivere
mettendo a sistema questo due ricavando dalla seconda e sostituendola alla prima si ottiene
da cui vengono le due soluzioni e . Infine rappresentiamo graficamente le due funzioni richieste
Siamo di fronte a uno studio di funzione relativamente classico, per prima cosa quindi studiamo il dominio della funzione
sappiamo che la funzione radice quadrata ha senso solamente quando il radicando è maggiore o uguale a zero, ossia da cui ci viene che il dominio è formato dall’intervallo . Controlliamo adesso se la funzione è pari o dispari, in particolare questa è una funzione pari, ossia
infatti
Vediamo adesso l’intersezione con gli assi, la funzione incontra l’asse di equazione nei punti che risolvono l’equazione
ossia e , mentre incontra l’asse di equazione nel punto che verifica l’equazione
attenzione che la radice quadrata come funzione matematica da come risultato solamente il numero positivo, quindi la soluzione è solamente . Studiamone ora la monotonia studiando la derivata prima della funzione , quindi
quindi, considerando che il denominatore è sempre positivo, la derivata prima sarà maggiore di zero, e quindi la funzione monotona crescente, se e sarà minore di zero, e quindi la funzione monotona decrescente, se . Nei due punti e , che sono gli estremi del dominio, non abbiamo derivabilità perchè la derivata tende all’infinito. In conclusione dello studio di funzione tracciamo il grafico della funzione, che sarà la mezza circonferenza centrata nell’origine e di raggio , nel semipiano positivo delle , ossia
La funzione nel suo dominio non è invertibile in quanto non è iniettiva, infatti possiamo vedere che l’insieme immagine della funzione è l’intervallo , ma il ogni numero dell’insieme immagine è raggiunto, attraverso la funzione , da due numeri (infatti abbiamo già detto che la funzione è pari). Se voglio restringere il dominio della funzione affinchè la funzione risulti anche iniettiva ci basta prendere l’intervallo , in questo intervallo la funzione è invertibile e la sua inversa è
Prima di tutto facciamo il disegno per chiarire in che situazione ci troviamo. Pertanto
A questo punto ipotizziamo che i due segmenti all’interno del triangolo siano congruenti e verifichiamo che anche il segmento e il segmento devono essere congruenti. Per dimostrare ciò ci basiamo sui triangoli isosceli e sulle loro proprietà degli angoli, infatti sappiamo che un triangolo è isoscele se e solo se almeno due dei suoi angoli sono congruenti, in particolare gli angoli alla base. quindi tracciamo il segmento e nominiamo gli angoli. Ossia
A questo punto dire che i due segmenti e sono congruenti equivale a dire che il triangolo è un triangolo isoscele, pertanto i due angoli alla base e sono congruenti, verifichiamo che questa ipotesi porta con se che i due angoli e sono congruenti e quindi il triangolo è isoscele. Per fare questo ci basta utilizzare tutti gli angoli piatti che ci sono in figura e mettere a sistema, l’unica cosa che osserviamo in maniera esplicita è che gli angoli piatti sono otto, uno per ogni triangolo rappresentato (che sono cinque) e uno per ogni angolo piatto che si forma sul lato del triangolo .
che rappresenta una sfera di centro e raggio . Sia dato inoltre il piano di equazione:
La distanza del centro della sfera dal piano è data da:
dove e i coefficienti del piano sono , , , . Si ha quindi:
Si possono ora discutere le varie posizioni reciproche tra il piano e la sfera:
se la distanza è minore del raggio abbiamo un piano interno, ovvero
se la distanza è uguale al raggio abbiamo un piano tangente, ovvero
se la distanza è maggiore del raggio abbiamo un piano esterno, ovvero
Affinché il piano divida la sfera in due parti uguali, esso deve passare per il centro . Imponendo il passaggio del piano per il punto , si ottiene:
Quindi, per il piano passa per il centro della sfera e la divide in due parti uguali.
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Quesito 3
Siamo di fronte ad un classico studio di funzione di una funzione definita a tratti. Per prima cosa l’esercizio ci chiede di studiare la continuità e la derivabilità nell’intervallo . La funzione è una funzione continua e derivabile su tutto quindi non ci crea problemi nell’intervallo , la funzione è una funzione continua e derivabili nell’intervallo , infatti l’unico problema ce lo potrebbe dare la funzione tangente, ma la funzione tangente sull’intervallo è continua e derivabile e quando sta in allora sta in pertanto siamo a posto. Questo ragionamento ci suggerisce che la funzione è sicuramente continua se nel punto di ascissa i due valori coincidono, ossia se
e questo effettivamente è verificato perchè fanno entrambe . Per studiare la derivabilità della funzione complessiva necessitiamo che anche le derivate nel punto coincidano, ossia
quindi lla funzione complessiva non è derivabile nel punto e pertanto neanche nell’intervallo Per quanto riguarda lo studio di funzione basta considerare che la prima parte della funzione è una parabola con concavità rivolta verso il basso, mentre la seconda parte è una funzione tangente spostata di uno verso destra e “allargata” un pochino. In definitiva il grafico viene
Le condizioni di tangenza di due curve sono che abbiano lo stesso valore nel punto di contatto e che abbiamo la stessa derivata nel punto di contatto. Partiamo dalla condizione sulla derivata
da questa possiamo ricavare la , ossia
A questo punto, avendo determinato , imponendo che il valore delle due funzioni debba essere lo stesso otteniamo
Dal quale possiamo poi ricavare il punto di tangenza
Cerchiamo una funzione polinomiale tale che la retta di equazione sia tangente al grafico di nel punto di ascissa e che si abbia:
Affinché la retta sia tangente al grafico di in , devono essere verificate le seguenti condizioni:
Supponiamo inizialmente che possa essere un polinomio di secondo grado (se dai calcoli venisse fuori che non è così la ipotizzeremo di grado tre, poi di grado 4 e così via):
Il colpo di Venere consiste nell’ottenere quattro risultati tutti diversi, siccome ogni dado ha quattro esiti possibili lanciando quattro dadi si possono ottenere
Per calcolare gli esiti in cui i quattro dadi mostrano tutti facce diverse bisogna contare le disposizioni di quattro numeri distinti in cui vogliamo che ogni numero esca una volta sola, ossia dobbiamo permutare quattro elementi, da cui
da cui
La probabilità che invece siano tutti numeri diversi la calcoliamo sempre con casi favorevoli fratto casi possibili osservando che i casi favorevoli sono solamente quattro, ossia quello in cui tutte le facce mostrano il numero 1, tutte le facce mostrano il numero 2, tutte le facce mostrano il numero 3 e tutte le facce mostrano il numero 4. Da cui
La parola STUDIARE ha otto lettere distinte, quindi il numero totale di anagrammi è calcolabile attraverso il fattoriale, ossia
Se vogliamo considerare che il blocco composto dalla parola ARTE sia sempre unito, possiamo identificare tale blocco con un oggetto da permutare e quindi a questo punto gli oggetti da permutare diventano cinque, ossia il blocco ARTE tutto assieme e ogni altra singola lettera, siccome ancora una volta questi blocchi sono diversi, possiamo usare sempre il fattoria, da cui
Per studiare la parola VACANZA bisogna osservare che tale parola ha sette lettere di cui la lettera A si ripete tre volte, per cui per calcolare gli anagrammi di tale parola bisogna fare
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